La scomparsa di Enzo Collotti, Giani: “Maestro che mancherà alla Toscana e al Paese”

“Seria, lucida, profonda. È l’analisi che ha caratterizzato la sua opera di ricerca e di studio e che ora mancherà al nostro Paese e alla Toscana”.

Così il presidente della Regione Eugenio Giani commenta la notizia della scomparsa avvenuta ieri di Enzo Collotti, tra i massimi studiosi dei crimini del nazifascismo, delle leggi razziali italiane e della persecuzione contro gli ebrei, della Resistenza.

“Collotti – ricorda Giani – ha sempre avuto un legame particolare con la Toscana. È stato professore emerito dell’Università di Firenze e nella sua casa di Firenze si è spento. Perdiamo non solo uno storico che generazioni di studiosi hanno considerato un maestro, ma un intellettuale a tutto tondo che ha contribuito con i suoi lavori a fare luce su momenti chiave della nostra storia”. 

Nel corso degli anni, il rapporto con la Regione ha conosciuto numerosi momenti di stretta vicinanza sul fronte del lavoro intrapreso per approfondire le responsabilità del nazismo e del fascismo nelle persecuzioni in Toscana, per conservare ed alimentare la memoria tra le giovani generazioni e fornire loro strumenti critici per analizzare il presente.

“Il suo contributo alla diffusione del sapere e della conoscenza delle pagine più buie e vergognose della storia del nostro Paese e dell’Europa – sottolinea l’assessora alla cultura della memoria Alessandra Nardini – è stato enorme. Abbiamo appreso la notizia della sua scomparsa durante la prima lezione del corso per la formazione delle docenti che da anni organizziamo in vista del 27 gennaio e che con i suoi insegnamenti si è sempre più arricchito di contenuti e spunti di riflessione. Il vuoto che lascia ci spinge a consolidare l’impegno a coltivare la memoria, a far conoscere la storia per contrastare i tentativi di riscriverla ed il riemergere di pericolosi rigurgiti nazifascisti”.

Dopo la chiusura del Blocco 21 nel 2012 voluta dal governo polacco, Collotti è stato membro del comitato scientifico previsto dal protocollo d’intesa per il trasferimento a Firenze del Memoriale italiano di Auschwitz siglato tra MIBACT, Regione Toscana, Comune di Firenze e ANED.
Sul fronte della produzione editoriale ha coordinato nel decennio scorso un sistematico progetto di ricerca sulla deportazione ebraica da parte del nazifascismo nel 1943-’45, che la Regione Toscana, unica regione in Italia, ha voluto e finanziato. Quella ricerca ebbe come esito due importanti volumi pubblicati da Carocci (“Razza e fascismo – Volumi 1 e 2”), ideale prosecuzione del precedente progetto, sostenuto sempre dalla Toscana negli anni Novanta, sull’impatto delle leggi razziali fasciste del 1938.

“Enzo Collotti – dice Ugo Caffaz, consulente per le politiche per la Memoria dell’assessora Nardini e anima storica del Treno toscano della Memoria – lascia un vuoto incolmabile per chi l’ha conosciuto e ha potuto leggere e studiare le sue ricerche sul fascismo, sul nazismo e sulle tragedie che hanno colpito la Toscana. L’impegno della Regione in questi anni per la valorizzazione della Memoria ha origine dai suoi studi. Personalmente perdo un Maestro e un caro amico. I suoi libri saranno per me sempre un riferimento sicuro. L’avevo incontrato fortunatamente a casa sua pochi giorni fa e come al solito oltre a questioni serie abbiamo riso di gusto e ci siamo dato appuntamento per un altro incontro. Riposi in pace. Spero che le istituzioni toscane vorranno ricordarlo come ha meritato”.

Di seguito il link a un’intervista realizzata nell’ambito delle iniziative della Regione Toscana per il Giorno della Memoria: https://youtu.be/qwt8RGOTt4E


comunicato Toscana Notizie

La scomparsa di Enzo Collotti, Giani: “Maestro che mancherà alla Toscana e al Paese”