“Sopravvivere” in Mensa: istruzioni per l’uso. Guida per giovani e meno giovani Agenti di Polizia

Una bellissima giornata quella del 1 ottobre alla Scuola Agenti Effettivi della Polizia di Stato di Peschiera, con l’incontro tra i “ragazzi” del IV Corso Agenti Ausiliari del 192 e le nuove leve del 218 Corso. In 40 anni tante cose sono cambiate, ad esempio che bellissime divise operative avete ragazzi, ma alcune forse non sono cambiate poi tanto: magari la Mensa

Che sia durante la scuola o in servizio, arriva per un Agente di Polizia la pausa mensa.  A tavola ci vuole tempo, come suggeriscono i nutrizionisti. I “ragazzi ” del IV Corso A.U.L. del 1982 hanno vissuto la mensa prima durante la Scuola, chi a Vibo Valentia chi a Trieste, poi presso il Reparto di assegnazione. Vediamo qualche consiglio, magari cose scontate ma non guastano mai ……..

Mai mangiare con troppa fretta, in particolare durante le pause di lavoro. Il pranzo deve essere un rito. Gustare i cibi, masticare lentamente, ed evitare i dolci, almeno a fine pasto. Bere? Fa molto bene, ovviamente acqua (!) ma è preferibilmente lontano dai pasti.

Pausa Mensa: sfruttiamola al meglio

Dieci consigli, semplici ed essenziali. Magari potranno tornare utili, magari durante la pausa nella mensa della Scuola o del Reparto di assegnazione. Come anche al self service dell’autogrill, durante un servizio fuori sede.

  • A TAVOLA CI VUOLE TEMPO: sfruttiamo tutto quello che abbiamo a
    Agenti Ausiliari del IV° Corso a Peschiera Corso per ruolo effettivi – 1984

    disposizione. Certo la mensa significa una pausa durante l’orario di lavoro e  quindi non è come mangiare a casa nel fine settimana o la sera con gli amici.                        Ma non per questo dobbiamo ridurre il pranzo in mensa in una  corsa, servono almeno venti minuti. Renderemo meglio dopo, alla ripresa del servizio. E ne guadagneremo in salute.

  • PRANZARE È UN RITO, SEMPRE. Il pranzo deve restare un rito da celebrare,
    218 Corso Agenti Effettivi Polizia di Stato P.le Emanuela Loi Scuola Peschiera del Garda

    anche a mensa. Cerchiamo una posizione comoda, seduti se  possibile: evitiamo quei tramezzini e in piedi!                                                      Per qualche minuto allontaniamo lo smartphone e prendiamo questo tempo per noi. Magari scambiando due battute, meglio se non di lavoro, con il collega ci sta a fianco, se abbiamo la fortuna di essere in compagnia.

  • POSARE LE POSATE TRA UNA PORTATA E L’ALTRA. Godiamoci per quanto possibile la ritualità del pranzo, un trucco è posare le posate tra una portata e l’altra, facendo così una pausa di pochi minuti. Da sfruttare per una battuta con il collega o per un attimo di recupero e riflessione.
  • POCO È MEGLIO. Lasciamo da parte la foga, non facciamoci condizionare dallo stress e non riempiamo troppo il piatto. Quasi sicuramente non mangeremo tutto e resteranno nel piatto avanzi da buttare. Il piatto dovrebbe essere riempito massimo al 70 per cento della sua capienza. Ne guadagna il colpo d’occhi con l’impiattamento (avete presente Masterchet?) e, fondamentale,  la nostra salute.
  • MENO E’ MEGLIO. In mensa, il buffet ci affascina con le pietanze esposte: l’ occhio cade inevitabilmente  sui piatti più elaborati, guarniti e conditi…… Condimento significa più grassi e senso di sazietà e pesantezza che potrebbe farci perdere lucidità nel resto della giornata e del servizio. L’idea vincente è scegliere piatti meno conditi anche se, spesso solo all’apparenza, meno appetitosi.
  • EVITARE IL DOLCE. In pausa pranzo fame e stress ci spingeno a mettere nel piatto tutto quello che ci capita davanti e che ci piace. Dolce incluso. Ma siamo davvero sicuri che lo mangeremo? Siamo sicuri che non possiamo farne a meno? Se non è così, meglio non prenderlo.
  • GUSTARE E NON DIVORARE. Anche con il tempo a disposizione per è contato, i cibi vanno gustati, non divorati. Mangiando velocemente e con voracità il senso di sazietà sarà raggiunto prima: ma ci siamo veramente sfamati e in modo salubre?
  • NON RISPARMIAMO SULLA MASTICAZIONE. Si dice che la prima digestione avviene in bocca, ed è vero. Questo è uno dei motivi per cui masticare molto prima di ingoiare è indispensabile. Non è l’unico: masticare bene aiuta gustare meglio i cibi che mangiamo, riducendo  e il senso di appetito. Mangeremo meno e meglio,  gusteremo di più.
  • BERE SÌ, MEGLIO SE LONTANO DAI PASTI. Sappiamo tutti che bere tanto fa bene, non però durante i pasti. I nutrizionisti suggeriscono che bere molto mentre si mangia potrebbe favorire un senso di gonfiore, l’accumulo dei grassi e comportare problemi digestivi, soprattutto se l’acqua è fredda. E parliamo di acqua: vino e birra non legano assolutamente con la Mensa e il servizio.
  • MEGLIO ALZARSI CON UN MINIMO DI FAME. Saltare i pasti, il digiuno, sono cose da evitare: come le grandi abbuffate. Meglio quindi alzarsi da tavola con leggero senso di appetito. Come regolarsi? In ogni caso con il buon senso.

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